Sostegno alla Global Sumud Flottiglia

Sostegno alla Global Sumud Flottiglia 768 511 Caduti Marzabotto
22 maggio 2026
Il Comitato regionale per le onoranze ai caduti di Marzabotto condanna l’abbordaggio in acque internazionali della Global Sumud Flottiglia da parte della marina militare israeliana, l’imprigionamento dei suoi componenti, il trasferimento in carceri israeliane e il trattamento inumano cui sono state sottoposte le persone a bordo delle imbarcazioni pacifiste, prima di essere espulse.
Esprime una solidarietà speciale per Francesco Gilli, residente a Grizzana Morandi che, come tutte/i le/gli altre/i, è stato rilasciato dopo essere stati umiliato e torturato.
Dobbiamo essere consapevoli che quello che sta accadendo nel vicino Oriente dopo il 7 ottobre 2023 ha cambiato i parametri con i quali guardare alla questione israelo-palestinese e arabo-israeliana, proiettandoci in un futuro spaventoso. Le tendenze che pure erano già in atto da tempo (prime fra tutti l’implacabile chiusura di Gaza e la progressiva e feroce colonizzazione della Cisgiordania), hanno subito un’accelerazione straordinaria da quasi tre anni in qua, tale da configurare un vero e proprio salto di qualità nella volontà israeliana di liquidazione definitiva di ogni ipotesi di stato palestinese e di ogni prospettiva di convivenza pacifica e “paritaria” fra i due popoli. La velocità con cui tutto questo avviene lascia sbigottiti, come pure l’impunità completa che fino ad ora ha goduto Israele, in barba a qualsiasi norma e convenzione internazionale e a qualsiasi codice umanitario.
Da questo punto di vista le reazioni del governo italiano (ma dell’Europa in generale, pur con qualche eccezione) appaiono del tutto insufficienti, fino a quasi l’irrilevanza.
Dobbiamo dirlo chiaramente e con grande rammarico: occorre isolare Israele in tutti i modi e in tutti i consessi possibili. Nessuna sanzione e nessuna pressione diplomatica, economica e civile deve essere preclusa. Ne va anche della nostra coscienza, oltre che dell’equilibrio nel considerare la politica dello stato di Israele e la presenza ebraica nel mondo. Ci riferiamo esplicitamente alla mala pianta dell’antisemitismo, che respingiamo senza la minima riserva e con orrore e che trae alimento da una reazione debole, distratta, connivente a ciò che succede a Gaza, in Cisgiordania, in Libano.
Monte Sole ha ospitato il 15 giugno scorso la marcia per Gaza Marzabotto-Monte Sole. Monte Sole per tanti anni, grazie alla Scuola di Pace, ha accolto il Campo a quattro voci che vedeva protagonisti cittadine e cittadine/i isreaeliane/i e palestinesi alla ricerca delle condizioni di una convivenza possibile, per quanto difficile. Ancora, nell’autunno scorso delegazioni di volenterosi e pacifisti Israeliani e palestinesi, mediati dalla CGIL, si sono incontrate anche a Marzabotto, per salvare le ragioni del dialogo, nonostante tutto. E altre iniziative, difficoltosissime, sono in corso.
La volontà è questa e dimostra bene la capacità di distinguere fra gli attori che agiscono e che non si fa di ogni erba un fascio. Non è quindi a cuor leggero che si chiede al nostro governo, all’Europa e alla comunità internazionale un intervento molto più deciso e severo nei confronti di Israele, anche con il rischio di colpire chi non è soggettivamente responsabile degli atti inumani che si stanno manifestando ormai da troppo tempo. Ma l’urgenza è massima e solo il riportare i comportamenti di quel governo nell’alveo della civiltà giuridica e del rispetto dei diritti internazionalmente garantiti per le popolazioni e per chi manifesta pacificamente la propria opinione e il proprio dissenso, può dare il significato alla proclamazione dei valori democratici di liberà e giustizia.