Processi

Il percorso di accertamento delle responsabilità

L’accertamento delle responsabilità storiche e giudiziarie della strage di Monte Sole conobbe due importanti momenti, uno subito dopo la guerra e uno a partire dalla scoperta del cosiddetto “Armadio della Vergogna” nella seconda metà degli anni Novanta.

Tra il 1946 e 1947, in occasione del procedimento contro il feldmaresciallo Albert Kesselring, la strage di Monte Sole rimase sullo sfondo, in un più ampio panorama accusatorio che mirava a dimostrare come fossero stati gli ordini di Kesselring a scatenare la violenza contro la popolazione, ritenuta fiancheggiatrice del movimento partigiano, garantendo l’impunità anche a coloro che si sarebbero lasciati andare ad eccessi. Durante il processo al colonnello Dietrich Beelitz si tornò a parlare di Monte Sole e nello specifico di San Martino, i cui avvenimenti vennero evocati come operazione di “pulizia” del territorio ad opera della 16° divisione SS. Gli eventi legati a San Martino, sarebbero figurati poi come uno dei sei capi d’accusa nei confronti di Max Simon, comandante della 16° divisione SS, durante il processo nei suoi confronti che iniziò a Padova nel maggio 1947 e che si sarebbe concluso con la condanna a morte. L’anno seguente (20 gennaio 1948) Simon fu graziato a la condanna a morte, similmente a come sarebbe accaduto per Kesselring, fu commutata in carcere a vita. Nella prima metà degli anni Cinquanta, infine, entrambi gli ufficiali sarebbero stati rilasciati. In questo periodo, e nello specifico nel 1951, fu però chiamato a rispondere di massacri nei territori della Linea Gotica il maggiore Walter Reder per le azioni della 16° divisione SS (in particolare del suo battaglione esplorante) a Monte Sole.

Reder era già stato consegnato alle autorità italiane nel 1948 che lo avevano interrogato nella persona di Romolo Guida (giudice istruttore presso il Tribunale militare di Bologna). Reder fu ritenuto colpevole e condannato all’ergastolo da scontare a Gaeta. Il maggiore delle SS fu l’autore di una lettera nel 1964 rivolta direttamente al Sindaco e alla popolazione di Marzabotto in cui si faceva esplicita richiesta di grazia. La lettera fu discussa e sottoposta a referendum tra i cittadini che si espressero in larga maggioranza con un diniego (282 no e 4 si).  Nel 1980 la corte del Tribunale militare di Bari concesse la condizionale e Reder fu liberato nel 1985 morendo a Vienna nel 1991 ritrattando le dichiarazioni di pentimento e scuse nei confronti della comunità di Monte Sole.

Nel 2006 iniziò invece il processo nei confronti di 17 Ufficiali e Sottufficiali delle SS appartenuti al 16° Reparto Esplorante della 16^ Panzergrenadierdivision Reichsfȕhrer SS. Il procedimento penale istruito dalla Procura Militare della Spezia (Dott. Marco De Paolis) nacque sulla base della scoperta di 695 fascicoli d’indagine all’interno di Palazzo Cesi a Roma sede della Procura Generale Militare nell’estate del 1994. Sui suddetti fascicoli era stampigliato il timbro di “archiviazione provvisoria” (14-01-1960) che di fatto determinò l’occultamento di centinaia di episodi di crimini di guerra commessi dai nazifascisti, tra i quali i nominativi di numerose SS con ruoli di comando nell’operazione di sterminio verificatasi a Marzabotto tra il 29 settembre del 1944 ed il 5 ottobre successivo.

Walter Reder Condannato nel 1951

Responsabile del Massacro di più di 1800 cittadini

Il processo di primo grado

Il processo di primo grado iniziato nella primavera del 2005 ed entrato nel vivo del dibattimento l’8-2-2006 vide l’intervento come parti civili della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Bologna, dei Comuni di Marzabotto, Grizzana Morandi e Monzuno (rappresentati dall’Avv. Giuseppe Giampaolo) e di 99 tra superstiti e familiari delle vittime dell’eccidio (rappresentati dagli Avv.ti Andrea Speranzoni e Manrico Bonetti). Il 13 gennaio 2007 dopo 23 udienze dibattimentali, il Tribunale Militare della Spezia presieduto dal dott. Vincenzo Santoro dichiarò responsabili del massacro 10 delle 17 SS imputate.

Sentenza del 13 gennaio 2007 (si precisa che la sentenza di primo grado si compone di 220 pagine. Quelle scaricabili rappresentano la parte finale della motivazione riguardante la sintesi indiziaria a carico degli imputati).

Il 7 maggio 2008 si celebrò a Roma davanti alla Corte Militare d’Appello il processo di secondo grado contro gli imputati.

All’esito della discussione la Corte confermò tutti gli ergastoli inflitti in primo grado (in totale otto) dichiarando estinto il reato per morte del reo per l’imputato Wache Georg e assolvendo per insufficienza di prove l’imputato Spieler. La Corte condannò inoltre all’ergastolo l’imputato Wilhelm Kusterer assolto in primo grado. Gli ergastoli raggiunti nel secondo grado furono dunque nove.

Sentenza del 7 maggio 2008