Dante Cruicchi

(1921-2011)

Testimone e impegno di pace e libertà

Dante Cruicchi originario di Castiglione dei Pepoli, nell’Appennino bolognese, vive per larga parte degli anni Trenta in Francia, dove il padre operaio e militante socialista, è emigrato negli anni Venti. Ancora adolescente, comincia a impegnarsi attivamente in politica. Nel 1936 collabora alla rete di supporto che aiuta i volontari che vanno a combattere per la Repubblica spagnola, mentre nel 1938 lavora negli ambienti del fuoruscitismo alla creazione di un centro giovanile antifascista. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale, rientra in Italia con tutta la famiglia e viene presto arruolato nell’esercito italiano come radiotelegrafista. Nei primi anni Quaranta è di stanza nei Balcani. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 viene catturato dai tedeschi e internato, come centinaia di migliaia di soldati italiani, nei campi di concentramento nazisti. Nella primavera 1945, mentre l’esercito russo avanza su Berlino, Dante può finalmente cominciare il lungo viaggio di ritorno verso l’Italia. Torna in patria passando per il Brennero e arriva a Bologna alla fine di luglio.
Riprende immediatamente l’attività politica appoggiando l’alleanza social-comunista e impegnandosi, in particolare, nella propaganda in vista delle elezioni amministrative del 1946, in seguito alle quali viene
eletto consigliere comunale a Castiglione dei Pepoli. Negli anni Cinquanta e Sessanta si immerge nell’attività giornalistica. In qualità di inviato speciale de “l’Unità” e di altre testate è presente in modo assiduo sulla scena pubblica dei paesi nordafricani: Algeria, Tunisia, Marocco, Libia, e altrove nel mondo, descrivendo in presa diretta la fine del colonialismo. A partire dalla fine degli anni Sessanta e, in maniera sempre più marcata, nel corso degli anni Settanta sceglie di dedicarsi assiduamente al lavoro nelle amministrazioni locali, mettendo comunque a frutto i rapporti internazionali e lo sguardo cosmopolita che aveva coltivato negli anni precedenti.

Insieme a Giorgio La Pira, autorevole erede del municipalismo cattolico, è tra i fondatori della Federazione mondiale delle città gemellate (poi Federazione mondiale delle città unite). Dal 1969 al 1975 è consigliere comunale a San Benedetto Val di Sambro e assessore provinciale; dal 1975 al 1985 è sindaco di Marzabotto. Ed è nella veste di primo cittadino che Cruicchi si impegnerà per la trasformazione in Regionale del Comitato per le Onoranze prima solo locale e ne assumerà la presidenza fino alla morte. Finita la sua decennale attività di sindaco a Marzabotto Dante Cruicchi assume una carica internazionale di grande prestigio, quella di segretario generale dell’Unione mondiale delle città martiri. In questa veste Cruicchi torna, anche se in un modo diverso, alle attività internazionali che lo avevano caratterizzato prima del 1964.

L’Unione nasce ufficialmente a Bastogne, città martire belga del secondo conflitto mondiale, nel 1982, ma ha il suo prodromo a Bologna nella giornata del 28 settembre 1979, cioè nella conferenza dedicata alle città martiri della Seconda guerra mondiale. Cruicchi nel 1990 è anche presidente delegato del Comitato italiano delle città gemellate, vice presidente dell’Associazione dei comuni italiani decorati al valore militare, e vice presidente dell’Unione mondiale delle città per la pace. I vari incarichi internazionali che ricoprì negli ultimi anni della sua vita lo spinsero ad impegnarsi come ambasciatore di pace sia seguendo in presa diretta conflitti come quello jugoslavo sia nella promozione di una cultura alla pace, anche grazie alla intensa promozione del Parco di Monte sole e delle sue attività.